Narrativa poetizzata / di Leila Rossi

STATO LATENTE
Quale discreto dolore guardare le possibilità sciogliersi.
Possibilità d’individui con le loro opere in cui aver creduto non ha avuto senso.
S’infilano aghi sottili, fine lontana, ma io nascondo il viso tra le pagine
d’irreale, che ora c’è, almeno per me.
Sospesa nell’incapacità più totale tanto da farmi credere sia impossibile
tornare nella pelle di prima.
Incorporea per un poco svanisco, vapore incostante e incoerente, galleggio
sul dolore, un filo sopra perché non è giusto lasciarsi polverizzare così.
È poi meglio rimanere finemente apatici? Di velata sofferenza?
Dov’è l’uscita per la mia…non ci vedo niente.
Trovo solo un percorso obbligato, triste reintegrazione assolutamente non voluta
mai tanto odiata e angosciata.
Tanto non te lo posso chiedere.
E tanto c’è chi non esiste.
E io?
Qual’è questo dolore che non colpisce?
Reale e motivato ma sempre latente
Mordimi!Così potrei riordinare…
Non mi tocca nulla…fammi piangere, stringere le membra,
Urlare!L’ira forse?
Non mi pare possa cambiare nulla, non credo mi smuoverebbe..
Forse fra una settimana mi sveglio.
Mi penserò vigliacca?
